Registro dei controlli (autocontrollo): come si fa, quando e quanto costa
Tenuta del registro di autocontrollo obbligatorio per le piscine a uso pubblico e collettivo, previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 (G.U. n. 51 del 3 marzo 2003) e dalle discipline regionali/provinciali di recepimento: rilevazioni in vasca più volte al giorno, sottoscrizione del responsabile della piscina, conservazione ed esibizione agli organi di vigilanza (ASL/ATS). Il registro documenta il piano di autocontrollo basato sulla valutazione dei rischi e non sostituisce i controlli esterni dell'autorità sanitaria.
Cosa comprende
Un lavoro fatto bene passa da questi punti:
- Letture in situ di pH, cloro attivo libero, cloro combinato e temperatura acqua/aria, con frequenza definita dal piano di autocontrollo e dalla normativa regionale applicabile (in presenza di bagnanti, di norma intervalli ravvicinati nell'arco della giornata di apertura)
- Registrazione firmata con data, ora, vasca e operatore, comprensiva delle azioni correttive adottate in caso di scostamento dai valori di parametro
- Annotazione degli interventi di gestione impianto (reintegro, controlavaggi filtri, ricambi d'acqua, fermi impianto) e dei referti delle analisi di laboratorio periodiche
- Export PDF del registro e della documentazione allegata per ispezioni ASL/ATS
- Promemoria automatici in caso di controllo mancante e archiviazione per i tempi di conservazione previsti dalla disciplina regionale applicabile
- Aggiornamento del modello di registro ai format regionali e revisione periodica del piano di autocontrollo e della valutazione dei rischi
Prodotti e materiali
Cosa serve, di solito, per questo lavoro:
- Fotometro o kit colorimetrico con taratura/verifica periodica documentata
- Reagenti DPD (cloro libero e totale) e reagenti pH in corso di validità
- Termometro per acqua e ambiente
- Modulistica/registro cartaceo o digitale conforme al format regionale
I dosaggi dipendono da volume, impianto e prodotto: segui sempre la scheda tecnica, o lascia fare all’azienda che segue la tua piscina.
Quando si fa
Il periodo giusto è tutto l'anno (in stagione: ogni giorno). La stagione comanda: le aperture si concentrano tra aprile e maggio, le chiusure tra settembre e ottobre, e chi prenota per tempo sceglie la data invece di subirla.
Quanto costa
Prezzo indicativo: incluso nei contratti di gestione uso pubblico; come servizio separato indicativamente 40-130 €/mese per impianto secondo numero di vasche (analisi di laboratorio escluse). Il preventivo esatto dipende da volume, condizioni dell'acqua e accessibilità dell'impianto.
A chi affidarsi
La strada più semplice è affidarsi a un'azienda specializzata in vasche a uso pubblico, che oltre agli interventi tiene il registro dei controlli richiesto dalla ASL. Con l’elenco qui sopra sai cosa aspettarti dal preventivo: se manca qualcosa, chiedi perché.
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